Allora Giancarlo, direi di iniziare come al solito, breve sunto
della storia di Nowogrodek…Il
progetto musicale nascosto dietro al
nome Nowogrodek è una one-man band creata per mano del sottoscritto nel 1997, anno
in cui il primo rehearsal-tape fu pubblicato e limitato a poche decine di
copie. Il nome del tape fu “Dark Symphonies of the Crying Moon”, un grezzissimo
connubio di tutto ciò che di più
blasfemo e minimale l’Underground del tempo abbia potuto sfornare in ambito Black metal. Tuttavia la penosa produzione (e registrazione) fece si
che il tape non riscontrasse molto successo, soprattutto durante un periodo
così rigoglioso di gruppi super-atmosferici e totalmente devoti alle atmosfere
gotiche e darkeggianti, alle ottime produzioni e a tutto ciò che più si
distaccava da quello che il genere stesso aveva da sempre inneggiato. L’anno
successivo un nuovo promo vide luce (…o meglio, il buio), partorito sotto il
nome “Shadows’ dance” (1998).
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il promo “Shadows’ Dance”…
La prima versione comprendeva cinque pezzi. Il genere subì una notevole
svolta sonora, attraversando momenti molto più oscuri e “sentiti”, a metà
strada tra l’ambient e il Black metal sulla scia dei primi albums di bands
quali Burzum, Gorgoroth, Emperor & Co.. Il tape riscontrò buoni responsi
sia in campo Underground che sulle maggiori testate musicali del periodo, tanto
che decisi di riprodurlo l’anno successivo (1999) con una migliore
registrazione, diversi arrangiamenti ed escludendo quelle che a me sembravano
le songs più insoddisfacenti. Ecco come
si è arrivati alla nuova versione di “Shadows’ dance”, un promo tutt’ora
richiesto da ogni parte del globo e che pare susciti un grande interesse sia da
parte di ‘zines che da distributori e ascoltatori in generale.
Nowogrodek è una one-man band.
Per
scelta o per esigenza?
Sia per scelta che per esigenza. A dire il vero, in
principio avrei voluto reputare altri musicisti pronti a darmi una mano
nell’esecuzione dei brani. Tuttavia ciò non
accadde, anche per colpa del mio carattere ed attitudini personali, ma
soprattutto per la non reperibilità in zona di musicisti totalmente devoti al
genere da me prefissato per Nowogrodek. Anche un po’ di egocentrismo ha giocato
un ruolo dominante in tale progetto musicale; diciamo che colui che più mi
sarebbe potuto essere d’aiuto sarebbe stato un mio clono e non altri esseri
umani…
Ascoltando numerose volte il promo è lampante un’influenza
Dark/ Black metal per certi versi quasi epica. A cosa ti ispiri per
materializzare le tue composizioni?
Tutto ciò che vivo è una fonte di influenza. Non
parlo solo del mondo musicale in senso stretto, ma dell’intero contesto storico
in cui mi trovo, le mie esperienze personali, le mie sensazioni, ecc.. In
origine credevo che solo la musica
avrebbe potuto influenzarmi dal punto di vista compositivo; da un po’ di
anni invece cerco di passare il più tempo possibile in silenzio, come da sempre
in solitudine e in ambienti poco illuminati. Credo che queste siano per me
alcune delle maggiori risorse dalle quali trarre linfa “vitale” ( se così la si
può chiamare) e quindi ispirazione. Naturalmente anche ciò che ascolto è per me
un’inevitabile fonte di ispirazione passiva, forse non del tutto voluta, ma
comunque importante. Ricevendo decine di demos, Cds e vinili ogni giorno (soprattutto per via della
mia fanzine), risulta assai difficile mettere realmente a fuoco ciò che più
potrebbe influenzarmi dal punto di vista musicale. E’ per questo che ascolto
qualsiasi genere ruotante attorno al metal, dal classic H.M. all’old-school
Thrash, dal Death al Black, dal Doom al Gothic e così via… Se ti interessa
saperlo, attualmente sono molto attratto dalle forme più “Raw” e minimali in
ambito Black, dall’old school Thrash/ Black e dal Black metal con forti
componenti Heavy Metal.
Cosa ne pensi del connubio, secondo me un po’ troppo sputtanato e
commercializzato, del binomio Satanismo/ Black metal?
Chi l’avrebbe mai pensato durante il medioevo o
ancor prima, che tutti quegli oscuri ideali osannati da streghe e necromanti
sarebbero un giorno finiti (a 700 o 800 anni di distanza) sulla bocca di ricchi
cantanti acclamati dalle masse? Si, è come dici te, il tutto è stato fin troppo
sputtanato e commercializzato, tanto che coloro che realmente in origine
credevano al vero culto nero, hanno volutamente plasmato i propri ideali per
far si che le masse potessero facilmente esserne attratte, le stesse ipocrite masse di liceali e giovani “ribelli”
che tanto acclamano Dimmu Borgir e Cradle of Filth, tanto per capirci. Il vero
movimento Black M. è morto da tempo, e mi spiace di non averlo potuto vivere
direttamente, pur essendo sommerso nel mondo dell’Underground da circa dieci
anni. Venom, Possessed, Sodom, Hellhammer, Bathory, ecc., quello fu il vero e più
pieno significato del verbo nero in campo musicale, non ciò che abitualmente
ascoltiamo oggi giorno. Nonostante questo, riscontro un nuovo e forte richiamo
a ciò che fu, da parte di molti gruppi Underground che nulla hanno a che vedere
con ciò che è solitamente possibile
acquistare nei Music-shops. Ti parlo di poche centinaia di bands totalmente
chiuse in sé stesse, fautrici di limitatissime versioni di vinili e Cds, per
non parlar poi di coloro che da decine di anni osannano il culto dei Demos,
rifiutando possibili debutti su dischetto ( guarda ad esempio la stragrande
maggioranza delle BM bands provenienti dal Nord-Est d’Europa). Ti posso
assicurare che in dieci anni di attività Underground ho conosciuto migliaia di
persone totalmente devote al Black metal e al vero Satanismo, non quello
predicato dai gruppi che abitualmente ci rubano circa 40000 lire per un CD
edito da Nuclear Blast o Century Media. Aprite gli occhi, il vero movimento
Black metal odierno non è ciò che le famose riviste musicali vi sputano in
faccia. Fortunatamente è un qualcosa di più elite e nascosto, raggiungibile
solo mediante posta o comunicazioni indirette (tu sai cosa voglio dire, vero
Nicola?)…(cavolo se lo so!!!NDA)
Sembra,
osservando i vari Magazines, le ‘zines e
Web ‘zines che la tua zona sia sempre in pieno fermento, sia per quanto
riguarda gruppi che ‘zines…dacci il tuo punto di vista, voglio dire, credi sia
una cosa che proseguirà oppure un fuoco di paglia destinato a spegnersi
velocemente? Facci un quadro della situazione…
Beh,
ad essere sincero non vedo tutto questo grande “fermento”,almeno non in ambito
Black metal. La Puglia ha sempre avuto bands dalle ottime capacità musicali,
anche se forse più nel passato che oggi. Tieni presente che il nostro
territorio ha dato vita ad ottimi gruppi come i primi Aborym, Mortifer, Natron,
Gory Blister, Necromion (ossia gli attuali Sync), Funeral Oration, Cruentus,
ecc. e tutt’ora continua a regalarci delle ottime rivelazioni, ma più che altro
in ambito Brutal/ Death e Thrash metal, a mio avviso. Per quanto riguarda le
‘zines, sono numerose come un po’ ovunque, così come pure le web-‘zines e i
Metal radio-shows. Un po’ deficitata risulta essere invece la scena live, che
vede per lo più coinvolte centinaia di bands clonate dedite al crust-grind,
Hardcore, e ad altre simili barzellette. Solo durante il periodo estivo (o comunque a lunga distanza) è possibile
assistere a spettacoli decenti, organizzati da gente competente e coinvolgenti
numerosi gruppi di un certo calibro. I soliti nomi comunque, le solite bands
del centro-sud Italia, niente di “importato”, tanto per intenderci. Tu vedi
tutto questo fermento? Beh, io ne vedo più nel nord Italia (vedi la Lombardia,
Liguria, Veneto, Toscana…), e comunque non è un dramma per una persona che cerca
di evitare tutto ciò. Sono io che cerco e mi procuro la musica che preferisco,
non mi importa se sia stata concepita nella mia zona, non credo in una vera e
propria “scena” locale, non in quella pugliese. Ci sono note bands formate da
miei concittadini (che tu ben conosci, a
mio avviso), che suonano solo per denaro e per attirare l’attenzione del
pubblico. Obiettivamente, la musica è di alta qualità, ma la mentalità della
gente che ci sta dietro è veramente deprimente. Non c’è un vero e sentito
supporto tra le varie bands, ognuno pensa a sé stesso e ad i propri introiti.
Molte volte si assiste a spettacoli di 4 o 5 gruppi a sera che suonano assieme
solo perché sanno che in caso contrario nessuno gli andrebbe a veder esibirsi
singolarmente. Alcune volte ci si saluta, si scambiano due o tre frasi fatte,
ma le relazioni ed attitudini umane sono quelle che sono, false ed egoistiche.
Mi permetto di criticare il promo-tape
per la registrazione, secondo me un po’ troppo dilettantistica; sono convinto
che con una produzione più curata , le songs ( già buone così) avrebbero preso
ancor più impatto. Tu come la vedi?
Hai perfettamente ragione. La registrazione del
promo non è del tutto soddisfacente, ma tieni conto che io non sono entrato in
nessuno studio di registrazione per arrangiare il materiale. Come ben sai, io
sono l’unica persona ad aver suonato tutti gli strumenti, per cui mi sono
dovuto avvalere del mio PC e di un paio di programmi multimediali per
effettuare le registrazioni. Non ho mai avuto un’altissima competenza in ambito
di produzioni e mixaggio, e questa è stata per me la prima volta, il primo
approccio. Naturalmente ora ( a due anni di distanza da quelle registrazioni)
ciò mi risulta molto più facile, e posso assicurarti che i nuovi pezzi avranno
un impatto molto più potente, per merito della buona registrazione ma
soprattutto dell’ottimo mixaggio. Chitarre e batteria hanno adesso un ruolo
predominante sugli altri strumenti, e questo penso sia l’arma vincente del prossimo lavoro, molto più “Heavy” e meno
dark-oriented.
Progetti per il futuro?
Come ti dicevo ho già alcune songs pronte e già
registrate. Mancano solo delle piccole rifiniture che assegnino alle tracks una
produzione del tutto soddisfacente. Inoltre, voglio che il prossimo lavoro non sia solo un altro
ennesimo promo o MC-Ep, ho intenzione di assemblare molte più songs, di
realizzare un vero e proprio full-length tape o album. Non sono alla ricerca di
una casa discografica o di un contratto, non al momento. Se veramente volessi
produrre qualcosa su un formato più
“commerciale”, lo farei da me, magari (come forse accadrà) su vinile limitato a
poche centinaia di copie. Di solito sono io ad occuparmi anche della grafica
per le copertine, della stampa, dell’intera produzione e distribuzione in generale.
In tal modo sento di avere il pieno controllo di come vanno realmente i
riscontri, cosa che non accadrebbe se dovessi assoggettarmi a qualche label.
Spero comunque di ultimare le tracks quanto prima possibile; sono molte le
persone che mi chiedono notizie sul nuovo lavoro, e sono trascorsi già due anni
dalla realizzazione del promo “Shadows’
dance”. Come si dice, chi vivrà vedrà…
Hai un’attività live?
Naturalmente no. Non potrei mai salire su un palco
con computer, tutta la strumentazione e programmings per arrangiare il mio
materiale dal vivo. Che razza di impatto avrebbe sul pubblico? Una one-man band
non può avere un’attività live, a meno che non ci si riduca a fare ciò che
pagliacci come Mr. Mortiis abitualmente osano fare durante i propri shows:
mettere su le basi musicali e sfilare sul palco come fotomodelle, adornati da
candelabri, cere, ceroni, ecc.. Inoltre, anche se suonassi in una band formata
da più musicisti, non credo che sarei tanto propenso a riarrangiare il
materiale su un palco. Non tollererei una grande quantità di esseri umani
d’avanti ai miei occhi, odio l’assemblaggio di masse, soprattutto durante i
concerti. E’ anche per questo che cerco di evitare quanto più possibile di
assistere a live-shows di altre bands; le sensazioni che percepisco ascoltando
la musica in solitudine, in un luogo chiuso e al buio, sono del tutto diverse
da quelle che invece la stessa musica potrebbe farmi provare durante uno
show…lo dico per esperienza.
Tu curi anche quello splendido Magazine
che risponde al nome di Bylec-Tum. Di rigore, un sunto della sua cronistoria;
come mai hai scelto di chiamarla così?
Ti ringrazio per il giudizio espresso nei confronti
del Magazine. La storia di Bylec-Tum ha radici fondate verso la metà degli anni
’90, quando assieme a Christian Montagna (attuale redattore di Morgue Views/
Thinking about Brutality Magazine) decisi di intraprendere il lungo cammino
Underground sotto il nome di Obscurity ‘zine. Allora l’aspetto estetico della
‘zine era ben diverso da quello odierno. Innanzitutto il contenuto; Obscurity
trattava più generi musicali, spazianti dal Doom al Grind, dal Death al Black
metal. Era il periodo del “Boom” in ambito Black Metal, e l’attenzione delle
masse era ancora parzialmente stanziata sul
Death e Brutal, per cui cercammo di assemblare su un'unica rivista un
po’ di tutto. In particolare, io mi interessavo delle interviste Black e Dark/
Doom, Christian di tutto ciò che ruotava attorno al Death e Grind. La rivista
era scritta in Italiano, in formato A5 con fonts molto piccoli, e contava come
al solito numerose interviste a bands internazionali. Di Obscurity ne furono
pubblicati tre numeri più uno speciale, limitati a circa 100 copie cad.. I
responsi sono sempre stati ottimi, e ben presto sia io che Christian iniziammo
a prendere realmente coscienza di quanto fossimo coinvolti in quel tipo di
attività. Tuttavia, dopo circa due anni trascorsi dall’uscita del primo numero,
sia io che lui sentimmo l’esigenza di scindere Obscurity in due ‘zine-acts.
Questo perché i nostri gusti musicali si erano sempre più stanziati su
determinati generi musicali completamente diversi tra essi. Io fondai Bylec-Tum
Magazine, dedito a tutto ciò che di più oscuro e blasfemo sia mai potuto
circolare in campo Black metal Underground, e lui Morgue Views Mag.,
attualmente a mio avviso la migliore rivista in ambito Brutal Death/ Grind nel
nostro paese. I nostri rapporti sono comunque rimasti ottimi, anzi più
rafforzati e uniti dalle nostre grandi passioni per la musica estrema. In
qualche modo abbiamo deciso di esprimere le nostre più grandi passioni nello
stesso modo ma in maniera più piena ed esclusiva, dando la possibilità alla
gente di scegliere la musica, i generi e le bands da seguire. Per ciò che
riguarda Bylec-Tum, il primo vero numero vide luce (…) nel 1997, scritto in
Italiano, formato A5, fonts molto piccoli su due incolonnamenti, circa trenta
bands intervistate, una grafica decisamente buona, realizzata su sfondi
ritraenti immagini paesaggistiche, dipinti e altri art-works del tutto particolari.
I numeri successivi vennero invece realizzati in formato A4, con copertina
patinata e scritti in Inglese. Sino ad oggi Bylec-Tum conta un numero di bands
intervistate pari a 210 ( escludendo quelle che sono state intervistate per il
prossimo numero), spaziando dal più oscuro e primitivo Black Metal sound sino
alle più estreme perversioni in ambito di musica esoterica,
elettro/Dark, Ambient, ritualistic, folk apocalittico, ecc.. Per quanto
riguarda il significato del nome, sembra che un sacco di gente sia interessata
a conoscerlo…come al solito la risposta è la stessa: Bylec-Tum racchiude otto
lettere, iniziali di otto parole costituenti una frase ben precisa. La
frase non sarà mai rivelata…
A
giudicare dal numero in mio possesso, noto che le bands italiane da te
intervistate sono relativamente pochine, c’è un motivo particolare?
Evidentemente non hai mai letto i
numeri precedenti! Effettivamente il #8 conta solo 3 bands italiane più molte
altre scandinave (come sempre), ma ti posso assicurare che in passato ho sempre
dato ampio spazio e supporto alla scena del nostro paese. Qualche nome di
gruppi Italiani intervistati dal #1 al #8? Eccoteli: Opera IX, Abysmal Grief,
Ars Macabra, Necrodeath, The Evil Solstice, Tipheret, Huginn, Aborym, Sync (ex
Necromion), Eternal Dusk, Sadium, Tenebrae Aboriuntur, Gardens of Cry, Mortuary
Drape, Lathebra, Abhor, Handful of Hate, Entirety, My Dark Sin, Ataraxia, Anima
Poetae, Skoll, Sulphureus Church,Obscura Nocte, Frostmoon Eclipse, SN ( adesso
Hiems), Tragoidia, Altar of Perversion, Consecrated, As you in Agony Cry,
Sphera Lunae, Cryptorium, Moonrise (adesso Artemesia), Khrysos Anthemon,
Circumventor, Sulphuria, Untory, Il Segno Del Comando, Macbeth, Tarot, Mendes,
Chthonian Nemeton, Nazghoul, Eternal Sleep, e la lista potrebbe continuare per
righe e righe. Attualmente la scena Italiana conta un po’ troppe bands con idee
già proposte e riproposte in passato, per certi versi scontate. Credo sia una
caratteristica tipica del nostro paese: non riuscire a stabilizzarsi su un
genere ben preciso capace di far provare nuove emozioni agli “sfidanti”
stranieri. E’ una scena un po’ imbastardita da tutto ciò che proviene
dall’esterno; troppe e diverse influenze straniere, poco supporto ( o a volte
dissidi e invidie) tra bands connazionali, clonazione di bands di fama e
successo, poco interesse per il vero Underground, poca fiducia nei confronti di
labels e fanzines, business e voglia di fama…queste sono solo alcune delle
cause che ci rendono così precari di idee veramente personali e sottovalutati
nel contesto musicale mondiale. Guarda un po’ che bella scena è sorta in
Finlandia, in Perù, in Germania, in Polonia o in Australia: sono paesi
assolutamente chiusi in sé stessi, fautori di generi che niente hanno a che
vedere con tutto ciò che di più commerciale circola nei music-shops. Che sia
proprio l’Autarchia l’arma segreta di queste solidissime scene? Io penso
proprio di si. Ti ricordi quando i gruppi Norvegesi cantavano in madre lingua,
pubblicando albums solo per labels (underground!) connazionali? Ti ricordi
quando lo iniziarono a fare i tedeschi e i gli estremisti Polacchi? Ti ricordi
quando ancora esisteva un forte credo per le proprie capacità musicali e si
cercava di tener alla larga tutto ciò che più si accostava a forme di globalizzazione
anche in ambito musicale? Beh, quelli si che erano bei tempi, ecco perché paesi
come la Scandinavia o la Germania hanno trionfato nei primi anni ’90, ed ecco
perché il 90% di quelle bands sono successivamente fallite (almeno dal punto di
vista qualitativo della musica e in ambito ideologico) per via di contratti per
“gloriose” labels straniere. Nessuno ha più fiducia nel Black
metal o nel vero Death…La gente
del nostro paese crede di poter “sfondare” solo ed esclusivamente inviando i
propri demos e promos a labels di fama e a magazines famosi. Come
sono sorte bands quali Necromass, Mortuary Drape,
Funeral Oration, Bulldozer, Necrodeath, Sadist,
Glacial Fear, Handful of Hate , ecc.?
Si sono spaccate il
sotto-coda per creare qualcosa di veramente personale, ed hanno dato più
fiducia sia alle migliaia di fanzines che le hanno per anni supportate, sia
alle capacità delle case discografiche italiane. Attualmente credo che la scena
(se così la si può definire) Italiana abbia perso l’orientamento, e con ciò la
propria personalità. Ecco perché ora noti solo 3 gruppi sul mio Magazine ,
contrariamente a ciò che avresti potuto notare tre o quattro anni fa. Non ho
più la stessa fiducia (con le dovute eccezioni, naturalmente) per molte bands
nostrane come l’avevo in passato. Mi sento quasi tradito, riesci a capirmi?
So
che sei un appassionato di Black Metal; come vedi la scena Italiana ed Europea?
Dovresti dedurlo dalla risposta
precedente, almeno per quanto riguarda la scena Italiana. Per quanto riguarda
il resto dell’Europa, credo che siano sorti dei solidissimi Imperi di metallo
nero in stati come Germania, Danimarca, Olanda, Austria e (in parte)
Scandinavia. Anche la Francia ha delle ottime realtà musicali, ma solo a
livello Underground ( e spero che così rimanga in futuro!). Inutile fare nomi,
i più attenti ed esigenti ascoltatori sanno di chi o cosa parlo.
Toglimi
una curiosità che mi affligge ormai da un po’ di tempo; leggendo il tuo
magazine, ho finalmente trovato qualche contatto per la Romania. Dimmi qualcosa
riguardo a tale scena, sembra che ci sia un fiorente movimento Black…
Come fai ad essere afflitto da un pensiero del
genere? Perché proprio dalla scena Rumena…? Eh eh, bella ed interessante
domanda. Peccato invece che la risposta non lo sia così come il quesito da te formulato. Bands rumene… a
dire il vero ne conosco un bel po’, ma non così tante dedite al Black metal.
Personalmente ho avuto il piacere (ed alcune volte anche il dispiacere) di
ascoltare demos e CDs di bands provenienti dalla Romania. Quelle che mi saltano
in mente adesso sono Interitus Dei, Grimegod, Dies Irae, Avatar (da non
confondere con gli omonimi centro – europei), Disinter, Funeral Ceremony,
Abigail (non i Giapponesi!), Archaos, Clone, Deimos, Korruption, Makrothumia e
qualche altra, ma quasi tutte in campo Gothic Metal/ Melodic Death/ Death-Doom.
Per ciò che riguarda il Black M., non posso fare a meno che citare i grandi
Negura Bunget, una delle migliori Black-folk-oriented bands proveniente dai
Carpazi. Pure Transylvanic Black metal art! Un altro gruppo che conosco sono i
Drusus, autori qualche anno fa di un buon 7”Ep chiamato “Spleen”. A mio avviso,
tutti coloro che fossero interessati a farsi un po’ di cultura su tale scena,
dovrebbero contattare: Bestial Records, Str. Caras, Nr.8, 1900 Timisoara –
Timis, Romania. Conta un’ampia distribuzione di materiale rumeno e non solo.
Per il momento posso solo dirti
che ho ancora un sacco da lavorare, specialmente sulle recensioni e sull’art-work.
Molte interviste pervenute sono già state redatte, come quelle di bands quali Watain (Swe), Nomicon (Fin),
Inferno (Cze), Atomizer (Aus), S.V.E.S.T. (Fra), Celebratum (Nor), Pest (Ger),
Gospel of The Horns (Aus), Blood Red Throne (side-project di Tchort, ex-Emperor
ed attuale membro stabile di Carpathian Forest), Behexen (Fin), Forgotten Tomb
(Ita), Spite Extreme Wing (Ita), Antaeus (Fra), Lucifugum (Spa), ecc.. Come al
solito in formato A4, con cover a colori e centinaia di demos, CDs, vinili
sottoposti ad analisi accurata. Colgo l’occasione per invitare tutte le bands e
labels interessate ad essere recensite sul #9 ad inviare il proprio materiale
(con biografia) al seguente indirizzo: Bylec-Tum, Giancarlo Gelormini, Via
Dante 200 – 73016, San Cesario (Lecce) –Italy.
Sei
una persona molto attiva in ambito Underground. Immaginando di poter tirare le
somme, che tipo di opinione ti sei fatto, seguendo la progressione da quando
hai iniziato ad occupartene ad oggi?
Da quasi dieci anni a questa parte ho fatto della
musica Underground estrema uno stile di vita, uno scopo ed una ragione di
esistere. A parte gli ultimi periodi, che mi vedono occupato anche con il mio
lavoro personale (fuck it!), ho sempre e solo vissuto di musica e per la
musica. Come sai, Bylec-Tum esiste da un sacco di tempo, e prima ancora
Obscurity’zine. Anche la mia distribuzione di materiale Underground (Mystery
distr.) esiste da un sacco di anni, e prima
Cutterground distr.. Sono fiero di essere parte di un così vasto
movimento artistico ed ideologico, proprio per i rapporti esistenti tra i vari
collaboratori. In dieci anni ho conosciuto svariate migliaia di persone, bands,
fanzines, labels, distributori e managers. Fortunatamente mi è capitato
pochissime volte di avere a che fare con rip-offs ed hippies, così poche volte
che a stento ricordo i loro nomi. Certo ho un po’ di rimpianti e nostalgia dei
bei vecchi tempi, quando le Death e Thrash metal bands (old style!) dominavano
le scene mondiali, come pure quella Italiana. I gruppi Black e Doom erano
pochissimi, e comunque molto variegati e con idee del tutto personali. In
questi anni ho potuto raccogliere circa 6000 compact discs, vinili e demos che
sono per me un vero e proprio tesoro inestimabile, non solo per il valore
economico o per la qualità della musica che essi racchiudono, ma soprattutto
perché dietro ad ognuno di essi c’è una vera e propria storia, che inizia nel
momento in cui si scrive la lettera alla band o label, si riceve la risposta,
si concorda l’eventuale scambio o acquisto, si riceve il materiale, lo si
ascolta, si recensisce, lo si pubblicizza e si comunica alla band il proprio
giudizio. Dietro ad ogni album o tape si nasconde quindi un profondo rapporto
di amicizia con altra gente, con artisti provenienti da ogni parte del globo
aventi gli stessi interessi e passioni. L’Underground estremo è fortunatamente
rimasto un culto nascosto, non tutto ovviamente, ma in buona parte ancora
raggiungibile esclusivamente via lettera o e-mail. Internet e mass-media sono
comunque riusciti a rendere quasi pubblico buona parte del movimento, e ciò è
un qualcosa che mi irrita profondamente. Molte riviste specializzate (se così
le si può definire) hanno portato alla luce ciò che invece sarebbe dovuto
restare un qualcosa di nascosto, di elite e fuori da ogni tipo di trend.
Naturalmente ognuno è libero di fare le proprie scelte, e la mia è stata quella
di non acquistare più riviste ufficiali, di non comprare più CDs dai
Music-shops, di non assistere più a schifosissimi concerti organizzati solo a
scopo di lucro e di non avere più rapporti diretti con altre persone aventi i
miei stessi gusti. Preferisco tuffarmi nel nero calderone Underground, chiuso
nel buio del mio “bunker” musicale e in compagnia del mio fedele stereo e
computer. Gli unici rapporti che ho con l’esterno sono possibili mediante le
svariate decine di lettere e pacchetti che ricevo ogni giorno con la posta. La mia intera vita si perde ascoltando
musica, rispondendo a corrispondenti, recensendo dischi e cassette, stilando interviste,
preparando pacchi, ecc.. Questo è il mio essere Underground, ansi forse ora che l’ho ufficialmente esposto alla
lettura altrui non lo è più…
Forse di parole ne ho dette un po’ troppe, per cui credo di non avere
altro da aggiungere. Naturalmente ti ringrazio per lo spazio concessomi e per le
domande, interessanti e ben formulate. Auguro a te e alla tua rivista il
migliore dei successi, sperando che tu continui a lavorare seguendo il tuo
credo, le tue ideologie e il tuo vero essere Underground. Chiunque fosse
interessato a contattarmi per il Magazine, le mie produzioni o per il servizio
di distribuzione può farlo in qualsiasi momento. Non occorrono bolli o I.R.C.
per la risposta, solo massima serietà e totale dedizione per il culto del Metal
U.G.. Che il buio sia con voi…Giancarlo/ Bylec-Tum Magazine/ Nowogrodek/
Mystery distr.. Contact address: Via Dante 200, 73016- San Cesario (Lecce) –
Italy.