Allora Giancarlo, direi di iniziare come al solito, breve sunto della storia di Nowogrodek…

Il progetto musicale  nascosto dietro al nome Nowogrodek è una one-man band creata per mano del sottoscritto nel 1997, anno in cui il primo rehearsal-tape fu pubblicato e limitato a poche decine di copie. Il nome del tape fu “Dark Symphonies of the Crying Moon”, un grezzissimo connubio di  tutto ciò che di più blasfemo e minimale l’Underground del tempo abbia potuto sfornare  in ambito Black metal. Tuttavia la  penosa produzione (e registrazione) fece si che il tape non riscontrasse molto successo, soprattutto durante un periodo così rigoglioso di gruppi super-atmosferici e totalmente devoti alle atmosfere gotiche e darkeggianti, alle ottime produzioni e a tutto ciò che più si distaccava da quello che il genere stesso aveva da sempre inneggiato. L’anno successivo un nuovo promo vide luce (…o meglio, il buio), partorito sotto il nome “Shadows’ dance” (1998).

Commenta il promo “Shadows’ Dance”…

La prima versione comprendeva  cinque pezzi. Il genere subì una notevole svolta sonora, attraversando momenti molto più oscuri e “sentiti”, a metà strada tra l’ambient e il Black metal sulla scia dei primi albums di bands quali Burzum, Gorgoroth, Emperor & Co.. Il tape riscontrò buoni responsi sia in campo Underground che sulle maggiori testate musicali del periodo, tanto che decisi di riprodurlo l’anno successivo (1999) con una migliore registrazione, diversi arrangiamenti ed escludendo quelle che a me sembravano le songs più insoddisfacenti. Ecco  come si è arrivati alla nuova versione di “Shadows’ dance”, un promo tutt’ora richiesto da ogni parte del globo e che pare susciti un grande interesse sia da parte di ‘zines che da distributori e ascoltatori in generale.

Nowogrodek è una one-man band. Per scelta o per esigenza?

Sia per scelta che per esigenza. A dire il vero, in principio avrei voluto reputare altri musicisti pronti a darmi una mano nell’esecuzione dei brani. Tuttavia ciò non  accadde, anche per colpa del mio carattere ed attitudini personali, ma soprattutto per la non reperibilità in zona di musicisti totalmente devoti al genere da me prefissato per Nowogrodek. Anche un po’ di egocentrismo ha giocato un ruolo dominante in tale progetto musicale; diciamo che colui che più mi sarebbe potuto essere d’aiuto sarebbe stato un mio clono e non altri esseri umani…

Ascoltando numerose volte il promo è lampante un’influenza Dark/ Black metal per certi versi quasi epica. A cosa ti ispiri per materializzare le tue composizioni?

Tutto ciò che vivo è una fonte di influenza. Non parlo solo del mondo musicale in senso stretto, ma dell’intero contesto storico in cui mi trovo, le mie esperienze personali, le mie sensazioni, ecc.. In origine credevo che solo la musica  avrebbe potuto influenzarmi dal punto di vista compositivo; da un po’ di anni invece cerco di passare il più tempo possibile in silenzio, come da sempre in solitudine e in ambienti poco illuminati. Credo che queste siano per me alcune delle maggiori risorse dalle quali trarre linfa “vitale” ( se così la si può chiamare) e quindi ispirazione. Naturalmente anche ciò che ascolto è per me un’inevitabile fonte di ispirazione passiva, forse non del tutto voluta, ma comunque importante. Ricevendo decine di demos, Cds e  vinili ogni giorno (soprattutto per via della mia fanzine), risulta assai difficile mettere realmente a fuoco ciò che più potrebbe influenzarmi dal punto di vista musicale. E’ per questo che ascolto qualsiasi genere ruotante attorno al metal, dal classic H.M. all’old-school Thrash, dal Death al Black, dal Doom al Gothic e così via… Se ti interessa saperlo, attualmente sono molto attratto dalle forme più “Raw” e minimali in ambito Black, dall’old school Thrash/ Black e dal Black metal con forti componenti Heavy Metal.

Cosa ne pensi del connubio, secondo me un po’ troppo sputtanato e commercializzato, del binomio Satanismo/ Black metal?

Chi l’avrebbe mai pensato durante il medioevo o ancor prima, che tutti quegli oscuri ideali osannati da streghe e necromanti sarebbero un giorno finiti (a 700 o 800 anni di distanza) sulla bocca di ricchi cantanti acclamati dalle masse? Si, è come dici te, il tutto è stato fin troppo sputtanato e commercializzato, tanto che coloro che realmente in origine credevano al vero culto nero, hanno volutamente plasmato i propri ideali per far si che le masse potessero facilmente esserne attratte, le stesse  ipocrite masse di liceali e giovani “ribelli” che tanto acclamano Dimmu Borgir e Cradle of Filth, tanto per capirci. Il vero movimento Black M. è morto da tempo, e mi spiace di non averlo potuto vivere direttamente, pur essendo sommerso nel mondo dell’Underground da circa dieci anni. Venom, Possessed, Sodom, Hellhammer, Bathory, ecc., quello fu il vero e più pieno significato del verbo nero in campo musicale, non ciò che abitualmente ascoltiamo oggi giorno. Nonostante questo, riscontro un nuovo e forte richiamo a ciò che fu, da parte di molti gruppi Underground che nulla hanno a che vedere con ciò che è solitamente  possibile acquistare nei Music-shops. Ti parlo di poche centinaia di bands totalmente chiuse in sé stesse, fautrici di limitatissime versioni di vinili e Cds, per non parlar poi di coloro che da decine di anni osannano il culto dei Demos, rifiutando possibili debutti su dischetto ( guarda ad esempio la stragrande maggioranza delle BM bands provenienti dal Nord-Est d’Europa). Ti posso assicurare che in dieci anni di attività Underground ho conosciuto migliaia di persone totalmente devote al Black metal e al vero Satanismo, non quello predicato dai gruppi che abitualmente ci rubano circa 40000 lire per un CD edito da Nuclear Blast o Century Media. Aprite gli occhi, il vero movimento Black metal odierno non è ciò che le famose riviste musicali vi sputano in faccia. Fortunatamente è un qualcosa di più elite e nascosto, raggiungibile solo mediante posta o comunicazioni indirette (tu sai cosa voglio dire, vero Nicola?)…(cavolo se lo so!!!NDA)

Sembra, osservando i vari Magazines, le  ‘zines e Web ‘zines che la tua zona sia sempre in pieno fermento, sia per quanto riguarda gruppi che ‘zines…dacci il tuo punto di vista, voglio dire, credi sia una cosa che proseguirà oppure un fuoco di paglia destinato a spegnersi velocemente? Facci un quadro della situazione…

Beh, ad essere sincero non vedo tutto questo grande “fermento”,almeno non in ambito Black metal. La Puglia ha sempre avuto bands dalle ottime capacità musicali, anche se forse più nel passato che oggi. Tieni presente che il nostro territorio ha dato vita ad ottimi gruppi come i primi Aborym, Mortifer, Natron, Gory Blister, Necromion (ossia gli attuali Sync), Funeral Oration, Cruentus, ecc. e tutt’ora continua a regalarci delle ottime rivelazioni, ma più che altro in ambito Brutal/ Death e Thrash metal, a mio avviso. Per quanto riguarda le ‘zines, sono numerose come un po’ ovunque, così come pure le web-‘zines e i Metal radio-shows. Un po’ deficitata risulta essere invece la scena live, che vede per lo più coinvolte centinaia di bands clonate dedite al crust-grind, Hardcore, e ad altre simili barzellette. Solo durante il periodo estivo  (o comunque a lunga distanza) è possibile assistere a spettacoli decenti, organizzati da gente competente e coinvolgenti numerosi gruppi di un certo calibro. I soliti nomi comunque, le solite bands del centro-sud Italia, niente di “importato”, tanto per intenderci. Tu vedi tutto questo fermento? Beh, io ne vedo più nel nord Italia (vedi la Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana…), e comunque non è un dramma per una persona che cerca di evitare tutto ciò. Sono io che cerco e mi procuro la musica che preferisco, non mi importa se sia stata concepita nella mia zona, non credo in una vera e propria “scena” locale, non in quella pugliese. Ci sono note bands formate da miei concittadini  (che tu ben conosci, a mio avviso), che suonano solo per denaro e per attirare l’attenzione del pubblico. Obiettivamente, la musica è di alta qualità, ma la mentalità della gente che ci sta dietro è veramente deprimente. Non c’è un vero e sentito supporto tra le varie bands, ognuno pensa a sé stesso e ad i propri introiti. Molte volte si assiste a spettacoli di 4 o 5 gruppi a sera che suonano assieme solo perché sanno che in caso contrario nessuno gli andrebbe a veder esibirsi singolarmente. Alcune volte ci si saluta, si scambiano due o tre frasi fatte, ma le relazioni ed attitudini umane sono quelle che sono, false ed egoistiche.

Mi permetto di criticare il promo-tape per la registrazione, secondo me un po’ troppo dilettantistica; sono convinto che con una produzione più curata , le songs ( già buone così) avrebbero preso ancor più impatto. Tu come la vedi?

Hai perfettamente ragione. La registrazione del promo non è del tutto soddisfacente, ma tieni conto che io non sono entrato in nessuno studio di registrazione per arrangiare il materiale. Come ben sai, io sono l’unica persona ad aver suonato tutti gli strumenti, per cui mi sono dovuto avvalere del mio PC e di un paio di programmi multimediali per effettuare le registrazioni. Non ho mai avuto un’altissima competenza in ambito di produzioni e mixaggio, e questa è stata per me la prima volta, il primo approccio. Naturalmente ora ( a due anni di distanza da quelle registrazioni) ciò mi risulta molto più facile, e posso assicurarti che i nuovi pezzi avranno un impatto molto più potente, per merito della buona registrazione ma soprattutto dell’ottimo mixaggio. Chitarre e batteria hanno adesso un ruolo predominante sugli altri strumenti, e questo penso sia l’arma vincente del  prossimo lavoro, molto più “Heavy” e meno dark-oriented.

Progetti per il futuro?

Come ti dicevo ho già alcune songs pronte e già registrate. Mancano solo delle piccole rifiniture che assegnino alle tracks una produzione del tutto soddisfacente. Inoltre, voglio che  il prossimo lavoro non sia solo un altro ennesimo promo o MC-Ep, ho intenzione di assemblare molte più songs, di realizzare un vero e proprio full-length tape o album. Non sono alla ricerca di una casa discografica o di un contratto, non al momento. Se veramente volessi produrre qualcosa su un  formato più “commerciale”, lo farei da me, magari (come forse accadrà) su vinile limitato a poche centinaia di copie. Di solito sono io ad occuparmi anche della grafica per le copertine, della stampa, dell’intera produzione e distribuzione in generale. In tal modo sento di avere il pieno controllo di come vanno realmente i riscontri, cosa che non accadrebbe se dovessi assoggettarmi a qualche label. Spero comunque di ultimare le tracks quanto prima possibile; sono molte le persone che mi chiedono notizie sul nuovo lavoro, e sono trascorsi già due anni dalla  realizzazione del promo “Shadows’ dance”. Come si dice, chi vivrà vedrà…

Hai un’attività live?

Naturalmente no. Non potrei mai salire su un palco con computer, tutta la strumentazione e programmings per arrangiare il mio materiale dal vivo. Che razza di impatto avrebbe sul pubblico? Una one-man band non può avere un’attività live, a meno che non ci si riduca a fare ciò che pagliacci come Mr. Mortiis abitualmente osano fare durante i propri shows: mettere su le basi musicali e sfilare sul palco come fotomodelle, adornati da candelabri, cere, ceroni, ecc.. Inoltre, anche se suonassi in una band formata da più musicisti, non credo che sarei tanto propenso a riarrangiare il materiale su un palco. Non tollererei una grande quantità di esseri umani d’avanti ai miei occhi, odio l’assemblaggio di masse, soprattutto durante i concerti. E’ anche per questo che cerco di evitare quanto più possibile di assistere a live-shows di altre bands; le sensazioni che percepisco ascoltando la musica in solitudine, in un luogo chiuso e al buio, sono del tutto diverse da quelle che invece la stessa musica potrebbe farmi provare durante uno show…lo dico per esperienza.

Tu curi anche quello splendido Magazine che risponde al nome di Bylec-Tum. Di rigore, un sunto della sua cronistoria; come mai hai scelto di chiamarla così?

Ti ringrazio per il giudizio espresso nei confronti del Magazine. La storia di Bylec-Tum ha radici fondate verso la metà degli anni ’90, quando assieme a Christian Montagna (attuale redattore di Morgue Views/ Thinking about Brutality Magazine) decisi di intraprendere il lungo cammino Underground sotto il nome di Obscurity ‘zine. Allora l’aspetto estetico della ‘zine era ben diverso da quello odierno. Innanzitutto il contenuto; Obscurity trattava più generi musicali, spazianti dal Doom al Grind, dal Death al Black metal. Era il periodo del “Boom” in ambito Black Metal, e l’attenzione delle masse era ancora parzialmente stanziata sul  Death e Brutal, per cui cercammo di assemblare su un'unica rivista un po’ di tutto. In particolare, io mi interessavo delle interviste Black e Dark/ Doom, Christian di tutto ciò che ruotava attorno al Death e Grind. La rivista era scritta in Italiano, in formato A5 con fonts molto piccoli, e contava come al solito numerose interviste a bands internazionali. Di Obscurity ne furono pubblicati tre numeri più uno speciale, limitati a circa 100 copie cad.. I responsi sono sempre stati ottimi, e ben presto sia io che Christian iniziammo a prendere realmente coscienza di quanto fossimo coinvolti in quel tipo di attività. Tuttavia, dopo circa due anni trascorsi dall’uscita del primo numero, sia io che lui sentimmo l’esigenza di scindere Obscurity in due ‘zine-acts. Questo perché i nostri gusti musicali si erano sempre più stanziati su determinati generi musicali completamente diversi tra essi. Io fondai Bylec-Tum Magazine, dedito a tutto ciò che di più oscuro e blasfemo sia mai potuto circolare in campo Black metal Underground, e lui Morgue Views Mag., attualmente a mio avviso la migliore rivista in ambito Brutal Death/ Grind nel nostro paese. I nostri rapporti sono comunque rimasti ottimi, anzi più rafforzati e uniti dalle nostre grandi passioni per la musica estrema. In qualche modo abbiamo deciso di esprimere le nostre più grandi passioni nello stesso modo ma in maniera più piena ed esclusiva, dando la possibilità alla gente di scegliere la musica, i generi e le bands da seguire. Per ciò che riguarda Bylec-Tum, il primo vero numero vide luce (…) nel 1997, scritto in Italiano, formato A5, fonts molto piccoli su due incolonnamenti, circa trenta bands intervistate, una grafica decisamente buona, realizzata su sfondi ritraenti immagini paesaggistiche, dipinti e altri art-works del tutto particolari. I numeri successivi vennero invece realizzati in formato A4, con copertina patinata e scritti in Inglese. Sino ad oggi Bylec-Tum conta un numero di bands intervistate pari a 210 ( escludendo quelle che sono state intervistate per il prossimo numero), spaziando dal più oscuro e primitivo Black Metal sound sino alle più estreme perversioni in ambito di musica esoterica, elettro/Dark, Ambient, ritualistic, folk apocalittico, ecc.. Per quanto riguarda il significato del nome, sembra che un sacco di gente sia interessata a conoscerlo…come al solito la risposta è la stessa: Bylec-Tum racchiude otto lettere,  iniziali di otto  parole costituenti una frase ben precisa. La frase non sarà mai rivelata…

A giudicare dal numero in mio possesso, noto che le bands italiane da te intervistate sono relativamente pochine, c’è un motivo particolare?

Evidentemente non hai mai letto i numeri precedenti! Effettivamente il #8 conta solo 3 bands italiane più molte altre scandinave (come sempre), ma ti posso assicurare che in passato ho sempre dato ampio spazio e supporto alla scena del nostro paese. Qualche nome di gruppi Italiani intervistati dal #1 al #8? Eccoteli: Opera IX, Abysmal Grief, Ars Macabra, Necrodeath, The Evil Solstice, Tipheret, Huginn, Aborym, Sync (ex Necromion), Eternal Dusk, Sadium, Tenebrae Aboriuntur, Gardens of Cry, Mortuary Drape, Lathebra, Abhor, Handful of Hate, Entirety, My Dark Sin, Ataraxia, Anima Poetae, Skoll, Sulphureus Church,Obscura Nocte, Frostmoon Eclipse, SN ( adesso Hiems), Tragoidia, Altar of Perversion, Consecrated, As you in Agony Cry, Sphera Lunae, Cryptorium, Moonrise (adesso Artemesia), Khrysos Anthemon, Circumventor, Sulphuria, Untory, Il Segno Del Comando, Macbeth, Tarot, Mendes, Chthonian Nemeton, Nazghoul, Eternal Sleep, e la lista potrebbe continuare per righe e righe. Attualmente la scena Italiana conta un po’ troppe bands con idee già proposte e riproposte in passato, per certi versi scontate. Credo sia una caratteristica tipica del nostro paese: non riuscire a stabilizzarsi su un genere ben preciso capace di far provare nuove emozioni agli “sfidanti” stranieri. E’ una scena un po’ imbastardita da tutto ciò che proviene dall’esterno; troppe e diverse influenze straniere, poco supporto ( o a volte dissidi e invidie) tra bands connazionali, clonazione di bands di fama e successo, poco interesse per il vero Underground, poca fiducia nei confronti di labels e fanzines, business e voglia di fama…queste sono solo alcune delle cause che ci rendono così precari di idee veramente personali e sottovalutati nel contesto musicale mondiale. Guarda un po’ che bella scena è sorta in Finlandia, in Perù, in Germania, in Polonia o in Australia: sono paesi assolutamente chiusi in sé stessi, fautori di generi che niente hanno a che vedere con tutto ciò che di più commerciale circola nei music-shops. Che sia proprio l’Autarchia l’arma segreta di queste solidissime scene? Io penso proprio di si. Ti ricordi quando i gruppi Norvegesi cantavano in madre lingua, pubblicando albums solo per labels (underground!) connazionali? Ti ricordi quando lo iniziarono a fare i tedeschi e i gli estremisti Polacchi? Ti ricordi quando ancora esisteva un forte credo per le proprie capacità musicali e si cercava di tener alla larga tutto ciò che più si accostava a forme di globalizzazione anche in ambito musicale? Beh, quelli si che erano bei tempi, ecco perché paesi come la Scandinavia o la Germania hanno trionfato nei primi anni ’90, ed ecco perché il 90% di quelle bands sono successivamente fallite (almeno dal punto di vista qualitativo della musica e in ambito ideologico) per via di contratti per “gloriose” labels straniere. Nessuno ha più fiducia nel Black metal o nel vero Death…La gente del nostro paese crede di poter “sfondare” solo ed esclusivamente inviando i propri demos e promos a labels di fama e a magazines famosi. Come sono sorte bands quali Necromass, Mortuary Drape, Funeral Oration, Bulldozer, Necrodeath, Sadist, Glacial Fear, Handful of Hate , ecc.? Si sono spaccate il sotto-coda per creare qualcosa di veramente personale, ed hanno dato più fiducia sia alle migliaia di fanzines che le hanno per anni supportate, sia alle capacità delle case discografiche italiane. Attualmente credo che la scena (se così la si può definire) Italiana abbia perso l’orientamento, e con ciò la propria personalità. Ecco perché ora noti solo 3 gruppi sul mio Magazine , contrariamente a ciò che avresti potuto notare tre o quattro anni fa. Non ho più la stessa fiducia (con le dovute eccezioni, naturalmente) per molte bands nostrane come l’avevo in passato. Mi sento quasi tradito, riesci a capirmi?

So che sei un appassionato di Black Metal; come vedi la scena Italiana ed Europea?

Dovresti dedurlo dalla risposta precedente, almeno per quanto riguarda la scena Italiana. Per quanto riguarda il resto dell’Europa, credo che siano sorti dei solidissimi Imperi di metallo nero in stati come Germania, Danimarca, Olanda, Austria e (in parte) Scandinavia. Anche la Francia ha delle ottime realtà musicali, ma solo a livello Underground ( e spero che così rimanga in futuro!). Inutile fare nomi, i più attenti ed esigenti ascoltatori sanno di chi o cosa parlo.

Toglimi una curiosità che mi affligge ormai da un po’ di tempo; leggendo il tuo magazine, ho finalmente trovato qualche contatto per la Romania. Dimmi qualcosa riguardo a tale scena, sembra che ci sia un fiorente movimento Black…

Come fai ad essere afflitto da un pensiero del genere? Perché proprio dalla scena Rumena…? Eh eh, bella ed interessante domanda. Peccato invece che la risposta non lo sia così come  il quesito da te formulato. Bands rumene… a dire il vero ne conosco un bel po’, ma non così tante dedite al Black metal. Personalmente ho avuto il piacere (ed alcune volte anche il dispiacere) di ascoltare demos e CDs di bands provenienti dalla Romania. Quelle che mi saltano in mente adesso sono Interitus Dei, Grimegod, Dies Irae, Avatar (da non confondere con gli omonimi centro – europei), Disinter, Funeral Ceremony, Abigail (non i Giapponesi!), Archaos, Clone, Deimos, Korruption, Makrothumia e qualche altra, ma quasi tutte in campo Gothic Metal/ Melodic Death/ Death-Doom. Per ciò che riguarda il Black M., non posso fare a meno che citare i grandi Negura Bunget, una delle migliori Black-folk-oriented bands proveniente dai Carpazi. Pure Transylvanic Black metal art! Un altro gruppo che conosco sono i Drusus, autori qualche anno fa di un buon 7”Ep chiamato “Spleen”. A mio avviso, tutti coloro che fossero interessati a farsi un po’ di cultura su tale scena, dovrebbero contattare: Bestial Records, Str. Caras, Nr.8, 1900 Timisoara – Timis, Romania. Conta un’ampia distribuzione di materiale rumeno e non solo.

Dacci qualche news sul prossimo numero di Bylec-Tum…

Per il momento posso solo dirti che ho ancora un sacco da lavorare, specialmente sulle recensioni e sull’art-work. Molte interviste pervenute sono già state redatte, come quelle di  bands quali Watain (Swe), Nomicon (Fin), Inferno (Cze), Atomizer (Aus), S.V.E.S.T. (Fra), Celebratum (Nor), Pest (Ger), Gospel of The Horns (Aus), Blood Red Throne (side-project di Tchort, ex-Emperor ed attuale membro stabile di Carpathian Forest), Behexen (Fin), Forgotten Tomb (Ita), Spite Extreme Wing (Ita), Antaeus (Fra), Lucifugum (Spa), ecc.. Come al solito in formato A4, con cover a colori e centinaia di demos, CDs, vinili sottoposti ad analisi accurata. Colgo l’occasione per invitare tutte le bands e labels interessate ad essere recensite sul #9 ad inviare il proprio materiale (con biografia) al seguente indirizzo: Bylec-Tum, Giancarlo Gelormini, Via Dante 200 – 73016, San Cesario (Lecce) –Italy.

Sei una persona molto attiva in ambito Underground. Immaginando di poter tirare le somme, che tipo di opinione ti sei fatto, seguendo la progressione da quando hai iniziato ad occupartene ad oggi?

Da quasi dieci anni a questa parte ho fatto della musica Underground estrema uno stile di vita, uno scopo ed una ragione di esistere. A parte gli ultimi periodi, che mi vedono occupato anche con il mio lavoro personale (fuck it!), ho sempre e solo vissuto di musica e per la musica. Come sai, Bylec-Tum esiste da un sacco di tempo, e prima ancora Obscurity’zine. Anche la mia distribuzione di materiale Underground (Mystery distr.) esiste da un sacco di anni, e prima  Cutterground distr.. Sono fiero di essere parte di un così vasto movimento artistico ed ideologico, proprio per i rapporti esistenti tra i vari collaboratori. In dieci anni ho conosciuto svariate migliaia di persone, bands, fanzines, labels, distributori e managers. Fortunatamente mi è capitato pochissime volte di avere a che fare con rip-offs ed hippies, così poche volte che a stento ricordo i loro nomi. Certo ho un po’ di rimpianti e nostalgia dei bei vecchi tempi, quando le Death e Thrash metal bands (old style!) dominavano le scene mondiali, come pure quella Italiana. I gruppi Black e Doom erano pochissimi, e comunque molto variegati e con idee del tutto personali. In questi anni ho potuto raccogliere circa 6000 compact discs, vinili e demos che sono per me un vero e proprio tesoro inestimabile, non solo per il valore economico o per la qualità della musica che essi racchiudono, ma soprattutto perché dietro ad ognuno di essi c’è una vera e propria storia, che inizia nel momento in cui si scrive la lettera alla band o label, si riceve la risposta, si concorda l’eventuale scambio o acquisto, si riceve il materiale, lo si ascolta, si recensisce, lo si pubblicizza e si comunica alla band il proprio giudizio. Dietro ad ogni album o tape si nasconde quindi un profondo rapporto di amicizia con altra gente, con artisti provenienti da ogni parte del globo aventi gli stessi interessi e passioni. L’Underground estremo è fortunatamente rimasto un culto nascosto, non tutto ovviamente, ma in buona parte ancora raggiungibile esclusivamente via lettera o e-mail. Internet e mass-media sono comunque riusciti a rendere quasi pubblico buona parte del movimento, e ciò è un qualcosa che mi irrita profondamente. Molte riviste specializzate (se così le si può definire) hanno portato alla luce ciò che invece sarebbe dovuto restare un qualcosa di nascosto, di elite e fuori da ogni tipo di trend. Naturalmente ognuno è libero di fare le proprie scelte, e la mia è stata quella di non acquistare più riviste ufficiali, di non comprare più CDs dai Music-shops, di non assistere più a schifosissimi concerti organizzati solo a scopo di lucro e di non avere più rapporti diretti con altre persone aventi i miei stessi gusti. Preferisco tuffarmi nel nero calderone Underground, chiuso nel buio del mio “bunker” musicale e in compagnia del mio fedele stereo e computer. Gli unici rapporti che ho con l’esterno sono possibili mediante le svariate decine di lettere e pacchetti che ricevo ogni giorno con la  posta. La mia intera vita si perde ascoltando musica, rispondendo a corrispondenti, recensendo dischi e cassette, stilando interviste, preparando pacchi, ecc.. Questo è il mio essere Underground, ansi  forse ora che l’ho ufficialmente esposto alla lettura altrui non lo è più…

Ok, la nostra chiacchierata è volta al termine. Come al solito l’ultima parola è per te…

Forse di parole ne ho dette  un po’ troppe, per cui credo di non avere altro da aggiungere. Naturalmente ti ringrazio           per lo spazio concessomi e per le domande, interessanti e ben formulate. Auguro a te e alla tua rivista il migliore dei successi, sperando che tu continui a lavorare seguendo il tuo credo, le tue ideologie e il tuo vero essere Underground. Chiunque fosse interessato a contattarmi per il Magazine, le mie produzioni o per il servizio di distribuzione può farlo in qualsiasi momento. Non occorrono bolli o I.R.C. per la risposta, solo massima serietà e totale dedizione per il culto del Metal U.G.. Che il buio sia con voi…Giancarlo/ Bylec-Tum Magazine/ Nowogrodek/ Mystery distr.. Contact address: Via Dante 200, 73016- San Cesario (Lecce) – Italy.