Allora Alessio
direi di iniziare, giusto per rompere il ghiaccio, con un breve sunto della
storia dei DeathWish.
Allora, caro
Nicola, che dirti, la storia è parecchio lunga. Diciamo che i Deathwish sono
fondati nel 1998 da Alessandro Belfiore (chitarra solista). Il gruppo agli
inizi fa cover di Iron Maiden e Metallica. Dopo diversi cambi di line-up, nel
2000 arrivo io, arrivando
all’attuale
line-up (Luca Bossi –voce, chitarra ritmica; Alessandro Belfiore –chitarra
solista-; Alessio Sanguineti –batteria-; Giacomo Della Cella-basso-) e
cominciamo a fare canzoni nostre, dettate dalle sane influenze Thrash. Abbiamo
fatto diversi concerti, con ottimi riscontri fino ad oggi, e la gente pare
apprezzare i nostri lavori. Da ottobre in poi, faremo un po’ di date in Italia
come spalla ai mitici Necrodeath. Quindi vi aspetto tutti in prima fila!
A giudicare dal
vostro Cd ne approfitto sin d’ora per farvi i complimenti per lo splendido
lavoro che avete proposto commentaci song to song il lavoro.
Molto gentile, grazie. Con
l’Opener Track, “Will – o – Wisp”, abbiamo subito voluto dare un assaggio a chi
ci ascolta di come sono i Deathwish dal vivo. Questa infatti è anche la prima
canzone di tutti i nostri concerti. Veloce e bastarda, come noi, eheh. La seconda,
“Falling Climb”,è una nostra ballad, che fa sentire quanto abbiamo amato
canzoni come “Fade To Black” o “Cemetery Gates”. Molto nostalgica, trovo che
Luca (Cantante e chitarra solista), abbia fatto un ottimo lavoro, per quanto
riguardo all’espressività della sua voce. la canzone è una lunga metafora sul
senso della vita. La terza, è una cover dei vecchi Paradise Lost, “Pity The
Sadness”. Abbiamo voluto metterla nel disco perché trovavamo giusto far sentire
ai nostri ascoltatori come noi interpretiamo una canzone di un qualsiasi altro
gruppo. Direi che l’abbiamo lasciata nei suoi canoni, anche se molto
velocizzata e arricchita di un assolo nel nostro più puro stile. L’ultima, la
Title-track “Cold Stone” descrive un antico campo di battaglia, dal punto di
vista delle pietre presenti su di esso, che per secoli sono state bagnate di
sangue e di odio. Canzone un po’ fuori dai nostri standard, ma trovo che questo
sia forse il nostro miglior pregio, soprattutto con le canzoni scritte negli
ultimi tempi, ossia quello di comporre canzoni molto diverse fra loro, a volte
quasi di generi diversi, ma che in ogni modo, hanno un filo conduttore…noi.
Inutile dire che
siete un buono esempio di come andrebbe suonato il Thrash metal del futuro cioè
coniugando ciò che è stato con ciò che sarà, ma quali sono le vostre reali
influenze musicali?
Ti dirò, ascoltiamo così tanta
musica, che le nostre influenze cambiano di continuo. Per esser più precisi, se
in “Cold Stone” si trovavano forse riferimenti al Thrash “Bay Area”, direi che
sul nuovo Demo a cui stiamo lavorando si potranno sentire riferimenti a
Soilwork, In Flames, Arch Enemy ecc. Direi in sunto che i nostri ascolti sono
molto incentrati sul moderno Thrash/death melodico svedese, soprattutto per
quanto riguarda me e Alessandro. Luca adora il Thrash anni ’80, mentre Giacomo
si sposta anche su gruppi Crossover o ama ascoltare e prendere spunto da Pearl
Jam, Faith No More, Primus…
A cosa è dovuta la
scelta di mettere una song di un gruppo che non è propriamente tra i maggiori
esponenti del Thrash ‘Bay Area’ come i Paradise Lost?
Pensa, ancora me lo chiedo anche
io. Non so proprio perché, ma quella canzone ci piaceva dannatamente. Ti dirò
di più, le altre canzoni dei Paradise Lost non ci piacevano affatto, anche se
li stimavamo molto. Forse trovavamo “Pity The Sadness” una canzone di tipico
riferimento della musica metal, con riff granitici e un bel growl. O forse
volevano riproporre una canzone di un gruppo che per noi non era stato diciamo
“fondamentale”. E così, senza troppi pensieri, l’abbiamo riproposta.
Come sta andando
la promozione di ‘Cold Stone’
Oramai “Cold Stone” comincia ad
avere i suoi due begli annetti, direi che la fase di grande promozione è oramai
finita. Ora come ora ci stiamo concentrando sulle nuove canzoni, anche se su
internet continuo a mandare mp3 di “Cold Stone”, tanto che comunque con questo
primo cd abbiamo avuto ottimi riscontri in tutta Italia, il cd è andato anche
in America, e dalla Nuova Zelanda ci hanno scritto pregandoci di venire a
suonare li!
In tutta sincerità
vi devo dire che la scelta ‘anonima’ della grafica del CD mi ha lasciato un po’
l’amaro in bocca perché tutto è stato fatto alla perfezione tralasciando in
parte l’aspetto grafico, come mai?
Beh, se ti devo dire la verità,
è stato per una pura esigenza economica. Purtroppo avevamo uno scarsissimo
budget, e così abbiamo deciso di fare una copertina economica, nera ed
elegante. Penso che sull’imminente prossimo lavoro, sarà tutta un’altra cosa.
Come si presenta
la scena dalle vostre parti?
A dir poco scabrosa. Totale
mancanza di locali dove suonare, totale mancanza di concerti, totale mancanza
di gruppi che si posso dire validi, se non per i colossi come Necrodeath,
Sadist e i da poco nati Raza De Odio, ottimo progetto parallelo di Peso. Che
dire, penso che i metallari, almeno a Genova, non manchino, sarebbe proprio
bello fare un mega concerto all’insegna di questa musica.
Pensi che la
prossima svolta dei DeathWish sia più rivolta verso panorami più tipicamente
Death metal come poi stanno cercando di fare certi gruppi soprattutto europei o
sarete ben più radicali e proseguirete imperterriti col vostro discorso
Thrashone?
Come dicevo prima, le influenze
dei gruppi death metal nordici
Ci sono sicuramente, ma noi
continuiamo a scrivere senza porci stereotipi ben precisi. Quel che esce, esce,
senza il necessario bisogno di etichettarlo. Sarà comunque un Demo dei
Deathwish, e ciò si sentirà molto bene.
Trovo sia
impressionante il lavoro strumentale e di voce presente nel vostro lavoro, cosa
dobbiamo aspettarci per il prossimo lavoro?
Luca è cresciuto molto, come
tutti noi. Devo dire che, senza falsa modestia, abbiamo accresciuto di molto la
nostra tecnica e velocità, dalle chitarre alla voce alla batteria. Un cambio
radicale, in meglio, ovviamente, anche se c’è sempre da imparare .La voglia di
andar avanti e spaccare c’è, speriamo anche che ci sia un ottimo riscontro del
pubblico. Promettiamo dunque con il prossimo lavoro un cd che spaccherà
parecchio, con tutte le canzoni che si possono riproporre molto fedelmente dal
vivo.
Bene fine della
chiacchierata l’ultima parola la lascio a te.
Un grazie a te e un
ringraziamento a tutti quelli che ci seguono da tutta Italia, spero di vedervi
ai nostri concerti e di conoscervi per sentire tutte le vostre critiche, che a
noi Deathwish interessano molto per poter crescere meglio in sintonia con chi
apprezza la nostra musica. Ti segnalo anche che ho fondato un altro gruppo sul
genere death/black melodico, ci chiamiamo Winterpath, presto uscirà il nostro
primo Demo. Supportate l’underground, ne abbiamo tutti bisogno. Stay Metal, si
ci vede ai concerti!